5 per mille: perché e come donarlo

5 per mille: perché e come donarlo

Quando arriva il momento di fare la dichiarazione dei redditi, sappiamo tutti benissimo che i tempi possono essere allʼimprovviso molto stretti e le cose possono anche farsi un poʼ confusionarie.

Ci sono moltissime voci da leggere, decisioni da essere prese rapidamente e, spesso, i nostri commercialisti (o noi stessi, ovviamente), possiamo trovarci a non prestare particolare attenzione ad alcuni aspetti che invece ricoprono un ruolo davvero essenziale per la collettività.

Parliamo oggi quindi di 5 per mille ovvero, detta in maniera molto semplice, la quota simbolica delle nostre tasse che viene stornata a favore di un ente, associazione o istituzione senza fini di lucro o benefica.

Si tratta, in moltissimi casi, dellʼunica fonte di sostentamento per associazioni di volontariato, scientifiche o politiche, ed è quindi molto importante per il proseguimento delle loro attività.

Scegliere allora di destinarlo come meglio si crede diventa quindi importante per dare un contributo concreto e personale alle cause che più ci stanno a cuore.

Vediamo allora come è possibile destinare il 5×1000 alla onlus che più stimiamo.

Qualche chiarimento iniziale

Prima di cominciare, è sempre necessario fare chiarezza sui termini utilizzati nel corso della nostra discussione.

Il 5×1000 è una “misura fiscale” a disposizione di ciascun contribuente: ogni persona che paga le tasse può decidere a chi devolvere questa percentuale delle imposte sul reddito della persona fisica, scegliendo tra tantissimi enti che operano in ambito di interesse sociale.

Leggi attentamente la documentazione delle tasse

Il primo passo per poter destinare il proprio 5×1000 come più crediamo è quello di individuare nella documentazione delle nostre tasse la sezione apposita e, di conseguenza, compilare attentamente tutti i campi richiesti.

Ci servirà indicare, ad esempio, il nome e la ragione sociale dellʼente che abbiamo scelto e, in alcuni casi, altri dati supplementari che ti possono essere confermati dallʼassociazione stessa o, in alternativa, reperiti sul loro sito ufficiale.

Si tratta in ogni caso di unʼoperazione che non porta via più di qualche minuto, e che quindi non incide praticamente in alcuna maniera sui tuoi tempi di compilazione e consegna.

Nel caso poi invece che tu abbia affidato la tua contabilità a un commercialista (come ovviamente i possessori di partita iva), può essere utile ricordargli di curare anche questo aspetto, magari inoltrando alla sua attenzione gli estremi che abbiamo indicato poco fa.

Tantissime possibilità di scelta

Una volta chiarito questo aspetto, il secondo passaggio è sicuramente quello di scegliere come destinare il proprio 5×1000.

Le possibilità in questo campo sono davvero illimitate, e dipendono totalmente dalle proprie idee personali.

Impossibile e inadeguato dare un qualsiasi tipo di consiglio, ma al tempo stesso può essere utile differenziare tra di loro le principali categorie:

  • istituzioni religiose – conventi, ordini e parrocchie e così via: resta al momento la scelta preferita degli Italiani così come di molti altri Paesi cattolici.
  • Organizzazioni senza scopi di lucro attive nel sociale, come quelle che si occupano dellʼassistenza a categorie protette o svantaggiate.
  • Enti di ricerca scientifica: come istituti di ricerca, medica e non, o anche case editrici indipendenti o specializzate.


Per motivi di tutela della privacy, i contributi erogati per lʼente che abbiamo scelto vengono versati in un versamento unico e in forma anonima.

Lʼassociazione che abbiamo selezionato non saprà né che abbiamo donato né a quanto ammonta la nostra donazione – una misura, questa, pensata anche per assicurare la trasparenza dei movimenti finanziari delle ONLUS.

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