È filippino il rum che sta conquistando l’Italia

rum filippino

Gli estimatori del distillato di canna da zucchero sanno già di cosa stiamo parlando ma per i novelli degustatori questo nome potrà essere meno conosciuto: stiamo parlando del Don Papa, il rum distillato che ha colpito nel segno con il suo ingresso in Italia e in Europa molto recente ma che in breve tempo ha scalato le classifiche dei rum più apprezzati attualmente in commercio. L’interesse per il rum filippino ha abbracciato indifferentemente bartender, conoscitori, esperti e degustatori per cui ci sembrava doveroso menzionarne brevemente le illustri caratteristiche organolettiche.

Il rum filippino è un melting pot di cultura e globale

Per prima cosa vogliamo chiarire che in questo caso la dicitura ron, rhum e rum poco conta, anche se i conoscitori più certosini potrebbero storcere il naso. Difatti è abbastanza assodato che il ron sia un distillato di matrice spagnola (Cuba, Porto Rico, Repubblica Dominicana, Venezuela, Guatemala, Nicaragua e Panama), che il rhum sia di origine francese coloniale (Martinica, Guadalupe e Haiti) mentre il rum provenga dalle colonia britanniche tra cui Jamaica, Barbados, Trinidad, Isole vergini ecc…

Quindi quale denominazione è più adatta per il distillato filippino?

La storia ci insegna che il territorio delle Filippine sia stato colonizzato dagli spagnoli per lungo tempo, il che farebbe pensare che la dicitura più adatta sia “ron” ma, ad un’analisi più attenta rispetto alle modalità di distillazione il termine più adatto sarebbe “rum” per via dell’utilizzo della melassa durante la distillazione.

A conferma di ciò c’è la nazionalità del suo creatore Stephen Carroll, un imprenditore inglese che giunse nelle Filippine con i suoi amici per una vacanza e che, alla fine, decise di restare per investire sulle meravigliose piantagioni di canna da zucchero della zona. Egli riteneva che non fossero utilizzate al meglio dalla gente del posto per cui si prese un anno sabbatico nel 2011 dall’azienda per cui lavorava, aprì un piccolo ufficio a Manila e iniziò ad avviare la sua strepitosa produzione di Rum dando vita alla Bleeding Heart Rum Co.

Da quel sogno nasce un rum distillato all’inglese, in bottiglia di vetro francese, con tappo in sughero portoghese e con etichetta stampata in Italia: un melting pot di incredibile qualità. A proposito dell’etichetta, disegnata dallo studio Stranger&Stranger di New York, menzioniamo il riconoscimento della Double Gold per il packaging presso il San Francisco World Spirit Competition nel 2013.

La distillazione del Don Papa

Il rum filippino proviene da oltre cento varietà di canna da zucchero originarie di Noble, nel Negros Occidentale. Questa zona è stata subito rinominata “Sugarlandia” per via della grande quantità di zucchero che è in grado di produrre ed è anche la culla del Don Papa. Qui il distillato viene invecchiato per almeno sette anni in botti di rovere americano ed è imbottigliato attraverso una produzione artigianale rigorosamente controllata dai master blender del posto con filtrazione a base di carbone vegetale. Questo processo da vita ad un distillato premium invecchiato che, tra l’altro, è disponibile in tiratura limitata. Ù

Le proprietà organolettiche

Il distillato matura in botti tostate e, per questo, assume note affumicate e vanigliate ed una colorazione ambrata scura. La maturazione disperde una parte alcolica a causa del clima caldo e umido dell’isola mentre la colorazione caratteristica è dovuta all’utilizzo dei particolari e pregiati fusti di quercia. Quindi parliamo di un distillato che offre un intenso bouquet di sapori dalla trama avvolgente e persistente. All’olfatto si presenta caldo, pungente ed esotico, rimandando le sensazioni isolane delle filippine che solo chi ha visitato potrebbe comprendere. Tra le diverse tipologie di Don Papa rum, oltre alla versione base invecchiata 7 anni è disponibile anche quella maturata 10 anni che assume un gusto al cacao e alla frutta ma con essenze lievemente meno dolci. È un rum che può essere servito liscio o in combinazione con altre basi per miscelare cocktail da abbinare a piatti dolci e salati. Difatti è spesso abbinato a carni, pesce e piatti di origine filippina come il maiale in cipolla e riso. Qualunque sia l’abbinamento possiamo affermare con certezza che sia un distillato di grande pregio che vale la pena collezionare, degustare, condividere o assaporare in solitaria.

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