Marijuana legale, come siamo messi in Italia

Marijuana legale, come siamo messi in Italia

La liberalizzazione delle droghe leggere è sempre un tema molto dibattuto in Italia e anche nel resto del mondo. Si tratta di una questione che polarizza molto le due diverse posizioni, ovvero da una parte coloro che sono favorevoli alla marijuana legale e dall’altra chi invece è assolutamente contrario all’introduzione di una misura di questo tipo. Soffermandoci sul caso italiano, negli ultimi 20 anni ci sono stati diversi scontri anche tra i vari partiti politici sulla possibilità di liberalizzazione delle droghe leggere. Va comunque ricordato che dal 2016 esiste una legge, attualmente in vigore, che autorizza la vendita della cannabis light. Si tratta della legge numero 242, che consente quindi la vendita della marijuana.

Marijuana legale: quali sono gli effetti benefici

Tuttavia, la legge non consente di vendere quantità illimitate di cannabis light. La vendita della marijuana legale impone il rispetto di determinati vincoli, ovvero il non superamento della percentuale dello 0,2 per il THC fino contenuto nella cannabis. Se si supera questa soglia, infatti, si possono facilmente generare effetti psicotropi. Tuttavia, fino alla soglia dello 0,6% il venditore di marijuana legale non è perseguibile per legge, dato che non risulta essere responsabile dal punto di vista penale. Se invece il livello di THC nella cannabis light supera la soglia dello 0,6%, la marijuana viene sequestrata dall’autorità giudiziaria e si avvia il procedimento penale.

La marijuana legale è molto importante perchè in grado di controllare l’ansia e garantire un certo rilassamento a chi la utilizza. Tutto merito del cannabidiolo, meglio noto come Cbd, che riesce ad agire proprio come ansiolitico naturale. Grazie alla marijuana legale, molte persone possono fare a meno di terapie basate su farmaci specifici per combattere l’ansia, molto diffusi sul mercato. La legge che ha dato il via alla marijuana legale in Italia ha visto un aumento delle imprese in questo settore: oggi sono più di 1500, dotate anche di punti vendita, sia fisici che online. Una vera e propria industria, anche se negli ultimi tempi le cose sembrano non essere proprio “rosee”.

La sentenza del maggio 2019, emanata dalla Corte di Cassazione, ha infatti stabilito che vendere prodotti derivanti dalla cannabis light è un reato. I giudici hanno voluto sottolineare che la legge del 2016 consentiva la coltivazione di canapa solo ed esclusivamente ad uso e fini medici. Per farla breve, la sentenza della Cassazione ha mantenuto la legalità dei prodotti già in commercio e privi di effetto drogante, escludendo di fatto i derivati dalla cannabis sativa (pensiamo ad esempio all’olio e alla resina, ndr). La sentenza precisa che la famosa soglia a cui facevamo riferimento in precedenza, ovvero il range tra 0,2% e 0,6% di THC, va misurato nella pianta coltivata e non nel prodotto finale.

Ma la marijuana legale può essere utilizzata ancora a scopo terapeutico? Certo che sì, da ben 14 anni. Nel 2016 si è avuto un netto miglioramento su questo fronte, dato che l’accordo tra il Ministero della Salute e il Ministero della Difesa ha dato il via libera alla realizzazione della cannabis light a scopo terapeutico nello stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, per poi avviarla alla vendita nelle farmacie dietro prescrizione medica. Ci sono molte patologie che possono essere alleviate con la Cannabis FM-1: la sclerosi multipla, ad esempio, una condizione che infligge dolori continui alla persona che ne è affetta, così come gli effetti collaterali causati dalla chemioterapia o dalla radioterapia.

Marijuana legale, approvato l’emendamento: è la volta buona?

Proprio in base alla situazione attuale, l’Italia avrebbe certamente bisogno di una legge sulla cannabis light che sia libera da ambiguità e chiarisca perfettamente come procedere all’utilizzo della marijuana legale. Naturalmente, per arrivare a questo obiettivo sarebbe opportuno che ogni fazione politica affronti l’argomento liberandosi da pregiudizi e preconcetti ed evitando di utilizzare il tema della marijuana legale per fare propaganda. Una volta ottenuta una legge chiara, che non consente a nessuno di trovare cavilli e scappatoie, chiunque viene colto a non rispettarla arrivando magari a mettere seriamente a rischio la salute dei consumatori deve essere opportunamente perseguito.

In tal senso è stato da poco approvato l’emendamento alla legge di bilancio che intende rendere legale la cannabis light, garantendo la legalità dei preparati al CBD, della biomassa e della cannabis light che ha una soglia definita di THC pari allo 0.5%. Grazie a questo emendamento viene quindi consentita la vendita di infiorescenza di canapa con un contenuto di THC limitato, non superiore allo 0,5%. Che sia la volta buona?

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