Divorzio breve, come funziona la nuova procedura

Divorzio breve, come funziona la nuova procedura

Per chi si stesse chiedendo come funziona la nuova procedura del divorzio breve, la risposta è che questo iter veloce e snello burocraticamente è divenuto legge effettiva anche in Italia. Se prima i coniugi richiedevano lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e potevano considerarsi divorziati dopo 3 anni, oggi infatti non è più cosi.
Grazie alla nuova legge e a prescindere dalla presenza di figli o meno, i tempi si sono notevolmente accorciati, riducendosi così a 12 mesi in caso di separazione giudiziale (approfondisci su avvocatocinziarusso.com) e a 6 mesi scegliendo quella consensuale.
Il divorzio breve è applicabile anche retroattivamente dal 26 maggio 2015.

Divorzio breve, come funziona la nuova procedura e a chi bisogna rivolgersi

I termini per calcolare i 12 o i 6 mesi partono, non dalla data di deposito del ricorso o della notifica, ma da quella della prima udienza in cui i coniugi hanno fatto comparizione di fronte al Presidente del Tribunale.
Con l’accordo di negoziazione tramite avvocati, valevole sia in caso di separazione giudiziale e consensuale e sia di divorzio, i coniugi possono chiedere di mettere in atto le pratiche per ricorrere alla soluzione del divorzio breve.
Quando l’accordo è volto all’ottenimento dei divorzio breve, l’atto formale e accuratamente firmato dalle due parti, deve essere esibito di fronte al Pubblico Ministero dopo 6 mesi dalla separazione. Entro dieci giorni dall’apposizione della suddetta firma, l’avvocato di ognuna delle due parti deve trasmettere il documento all’Ufficio dello Stato Civile del Comune di Residenza.
I coniugi possono separarsi, divorziare o modificare il contratto di fronte al Sindaco esclusivamente se non sono presenti figli minorenni o anche maggiorenni che non siano autosufficienti anche dal punto di vista economico. Per trattare atti di trasferimento patrimoniale servono infatti almeno 6 mesi di separazione.
Il divorzio in Comune non richiede la presenza degli avvocati, quindi è meno dispendioso.

La separazione prima del divorzio breve

Prima della riforma i coniugi dovevano separarsi per almeno tre anni prima di poter divorziare, oggi questa attesa è delimitata al massimo a un anno.
Per poter ricorrere al divorzio breve è infatti necessario che la coppia faccia prima si separi per un anno.

La regola della separazione è omissibile solo in specifici casi particolari, quali:

  • nel caso in cui si sia verificata la mancata consumazione del matrimonio stesso;
  • nel caso in cui siano avvenute specifiche situazioni di natura penale;
  • nell’ipotesi in cui il matrimonio sia stato annullato o sciolto ove celebrato all’estero;
  • nei casi in cui si sia verificata una rettifica di attribuzione di sesso di uno o di entrambi i coniugi.

Documenti necessari per ricorrere al divorzio breve e relativi costi

I coniugi che volessero optare per la soluzione del divorzio breve dovranno procurarsi alcuni documenti, per la precisione:

  • l’estratto del matrimonio del Comune dove si è svolto lo stesso;
  • l’estratto di famiglia di ogni coniuge ad uso divorzio;
  • il certificato di residenza dei coniugi ad uso divorzio;
  • la copia autentica del Decreto di omologa o degli accordi di negoziazione assistita;
  • la dichiarazione dei redditi relativa agli ultimi tre anni per ognuno dei due coniugi;

I costi per il divorzio breve sono piuttosto variabili e dipendono da diversi fattori: la cifra dipende soprattutto dalla decisione di volersi avvalere della presenza o meno di un avvocato.
Sicuramente la soluzione migliore e più semplice, quando questo sia possibile, è quella di optare per il divorzio senza la negoziazione assistita e quindi decidendo di pagare esclusivamente la somma di 16,00 € al Comune.

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